Da Norimberga a Venezia, sulle orme di Dürer

Un’artista eclettica e curiosa percorre il cammino che il grande incisore e pittore tedesco compì nel 1494 partendo dalla Baviera e raggiungendo la mèta del suo immaginario artistico, la città dei Dogi.
BARBARA MARENGO
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Bogi Nagy artista e designer ungherese ha studiato, vive e lavora a Norimberga, città dove Dürer nacque il 21 maggio 1471 da una famiglia di origine ungherese: e proprio il 21 maggio di quest’anno Nagy ha iniziato il suo viaggio ripercorrendo la via antica che il giovane Albrecht percorse forse al seguito di un mercante alla volta di Venezia. Un viaggio ricco di storia, archeologia, arte e incontri di culture, che il pittore, incisore, matematico tedesco volle compiere per ammirare e studiare l’arte rinascimentale italiana che in quella fine del Quattrocento aveva in Venezia un fulcro, un’intensità, una scuola, con  Giovanni Bellini altissimo interprete e Andrea Mantegna, maestro raffinato.

Le enormi suggestioni che uniscono il viaggio odierno di Nagy a quello antico di Dürer s’incanalano lungo la via Claudia Augusta, una delle grandi strade militari e poi commerciali che l’Impero Romano costruiva a ogni latitudine; da Altino a Mertingen in Baviera sono 350 miglia di percorso ideato dal generale Druso nel 15 aC , terminato nel 47 sotto l’Imperatore Claudio, da quell’epoca collegamento tra quelle che oggi sono Italia, Austria e Germania per consolidare le conquiste dell’Impero al Nord.

Albrecht Dürer aveva 23 anni quando intraprese il viaggio che lo portò ad attraversare il Brennero, scendendo verso il Trentino dove fu costretto a compiere una deviazione nel cammino a causa di un’alluvione e dello straripamento del fiume Adige: il suo passaggio attraverso le valli, e in special modo la Val di Cembra, è documentato da numerose testimonianze artistiche lasciate dal pittore, non solo durante questo primo viaggio.  Cosa provò Dürer arrivando a Venezia, città cosmopolita vivace, accogliente, ricchissima e feconda? Cosa prova oggi Bogi Nagy, partita da Norimberga il giorno della nascita di Dürer, il 21 maggio, dalla sua casa oggi museo? Emozione, certamente, ma apre anche un ventaglio di nuove iniziative che potrebbero trovare possibili sviluppi nel 2028 a Venezia, quando si celebreranno i cinquecento anni dalla morte dell’artista tedesco: Dürer affascinato dall’arte rinascimentale italiana la interpretò aggiungendovi il realismo nordico che espresse in un’arte ricca di particolari, perfezionando e imparando la prospettiva.

Dopo tre mesi di viaggio a piedi sono felicissima di essere a Venezia, il viaggio è stato bellissimo, in realtà ho impiegato tre mesi al posto dei due previsti camminando perché le città, i villaggi, ogni luogo mi ha affascinato. Le montagne, la gente, la cucina, le tradizioni, mi sono resa conto della ricchezza della cultura europea, viaggiare in questo modo favorisce la comunicazione, la condivisione del sapere. Camminando sono nel mio tempo, lentamente, liberamente: non ho sponsor, faccio tutto da sola ma sono felice perché sono libera, faccio foto, osservo, incamero emozioni. I miei progetti per il futuro dopo questa esperienza sono tantissimi: il collegamento tra Norimberga e Venezia è fortissimo, e da artista il mio obiettivo è trasmettere sentimenti altrettanto forti, ho sempre viaggiato da sola e mai come oggi capire la gente e fare connessioni tra i popoli è importante, la comunicazione è fondamentale.

Anche gli artisti hanno sofferto la chiusura lunga dopo il covid, e ora finalmente il miglior mezzo per la conoscenza reciproca e la ripresa dei rapporti è viaggiare. È stata per me pura vita viaggiare, vedere le montagne, seguendo il mio istinto, ed ora il mio corpo e la mia mente sono molto più forti di prima. Una donna sola che percorre anche di notte luoghi sconosciuti suscita stupore, ho imparato a distinguere di chi fidarmi, ho viaggiato in India, in Nepal, in Tibet, tutti i miei viaggi mi hanno cambiato in meglio. Ora ho viaggiato vicino, fuori della porta di casa, e ho trovato un mondo ricchissimo. È stato fantastico: sono un’artista, ho il mio studio in centro a Norimberga, un luogo che riproduce le stanze dove Dürer viveva e lavorava nell’alto Medio Evo, lì trovò ispirazione: ho visitato i luoghi dove Dürer ha lavorato e dipinto i suoi acquerelli (conservati nei più importanti musei europei -ndr) dopo questa esperienza vorrei scrivere un libro confrontando gli stili dell’arte del tempo di Dürer e di oggi.

Il viaggio di Nagy si collega alle manifestazioni organizzate al Lido di Venezia dalla Pro Loco lo scorso anno, nell’ambito del progetto “Il Lido incontra la Germania”: una serie di eventi che per sei mesi hanno coinvolto arte, letteratura, cinema, gastronomia, celebrando inoltre i settant’anni del patto di amicizia tra Venezia e Norimberga con la Festa della birra, che anche quest’anno si celebrerà a Malamocco il 27 e 28 settembre. Come ai tempi di Dürer, “tout se tient”, cultura ed economia, tradizione e conoscenza.

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Da Norimberga a Venezia, sulle orme di Dürer ultima modifica: 2025-08-19T10:30:00+02:00 da BARBARA MARENGO
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1 commento

Aleramo 20 Agosto 2025 a 19:39

Bellissimo articolo, elegante e istruttivo come pochi. La storia di Dürer a Venezia è tutta da esplorare!

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